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La “sfida educativa” è il titolo della “due giorni” che si terrà alla Spezia il 23 e 24 Aprile 2010. E’ anche l’impegno che la diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato si è presa per contribuire alla crescita personale e comunitaria di tutti, nessuno escluso.

Perché si parla di sfida educativa?
Perché la questione dell’educazione è diventata una vera emergenza. I giovani sembrano incapaci di venire a capo della propria vita. E gli adulti, incapaci di capire, sembrano assistere impotenti al malessere dei propri figli e rinunciano a dare regole e motivazioni.

Cosa si intende per educazione?
Educare non può ridursi a dare delle informazioni, ma significa prendere per mano una persona ed aiutarla a percepire il senso integrale dal realtà. Mentre l’istruzione e l’addestramento possono essere settoriali, l’educazione è un fatto corale che implica una relazione interpersonale e coinvolge un insieme di soggetti.

Educare significa portare a compimento l’atto generativo del padre e della madre. Significa portare ciascuno a scoprire la propria vocazione, il significato della propria presenza nel mondo. E ognuno ha il suo. 

L’educazione riguarda solo i giovani?
No, nessuno è escluso. Perché le circostanze che la vita ci mette di fronte sono sempre nuove ed è importante saperle affrontare con consapevolezza e senso di responsabilità da parte di tutti.

Perché c’è bisogno di una riflessione sull’educazione?
La cultura attuale esprime una sostanziale mancanza di senso della vita. E’ come una cappa che ci circonda e pervade i libri, i giornali, i programmi televisivi, la pubblicità. Il senso della vita sembra che sia solo nei soldi, nella giovinezza, nel successo. Ma tutto questo è effimero e ciascuno, prima o poi, si trova solo nelle difficoltà.
Educare significa invece crescere nella comprensione della realtà nel suo complesso. Per essere lieti costruttori di bene.

Quindi il percorso diocesano si inserisce in un contesto più ampio…
Certamente sì, a livello nazionale, con la Conferenza Episcopale Italiana e il Progetto Culturale della Chiesa Cattolica, e a livello universale, come testimonia l’instancabile attività del papa per promuovere una mentalità critica e per valorizzare una ragione aperta alla pienezza del mondo e dell’umano, non ridotta a solo quanto è scientificamente misurabile.

La sfida educativa che sta a cuore alla chiesa non riguarda solo la chiesa…
Certamente. L’educazione riguarda tutta la società, perché gli effetti dell’educazione hanno un impatto su tutte le persone. I cristiani, attenti a promuovere il bene comune, sono impegnati in prima persona. Il loro servizio è per tutti, nessuno escluso. E’ importante che credenti e non credenti si impegnino insieme per affrontare la situazione, perché viviamo insieme nella stessa società. I risultati di questo impegno della diocesi daranno benefici significativi a tutta la città e alla provincia della Spezia.

Quindi il dialogo è fondamentale
Certamente, il dialogo e la collaborazione sono importanti. Senza preclusioni né sensi di inferiorità. Con la consapevolezza che ogni dialogo presuppone un’identità chiara e che per un cristiano la carità maggiore consiste nel portare Cristo agli altri. E Cristo è presente oggi nella Sua chiesa.

www.diocesilaspezia.it